I pericoli per la salute derivanti dalla carenza di vitamina A

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Introduzione

La vitamina A è assai nota per il suo coinvolgimento nei processi che consentono la visione.

In realtà la vitamina A svolge numerose altre funzioni, indispensabili per la conservazione dello stato di salute o per minimizzare le conseguenze delle infezioni.

In questo articolo si richiama l’attenzione sul ruolo chiave della vitamina A in relazione a due aspetti:

  •  nella conservazione dei ritmi circadiani e della plasticità neuronale 
  • nella conservazione delle barriere epiteliali e nel funzionamento del sistema immunitario.

 

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La vitamina A e il sistema nervoso centrale

La vitamina A svolge un importante ruolo nel mantenimento delle funzioni del sistema nervoso centrale. È stato dimostrato che essa è importante per lo svolgimento delle funzioni cognitive. È coinvolta nel potenziamento a lungo termine delle funzioni dell'ippocampo essenziali per la formazione della memoria.

La vitamina A è necessaria anche per i meccanismi che regolano la plasticità neuronale, la neurogenesi e i ritmi circadiani. In uno studio apparso sulla rivista Archives of Biological Sciences  la supplementazione con vitamina A si traduce in un miglioramento dell’apprendimento, della memoria e delle funzioni esecutive svolte dal sistema nervoso centrale, riducendo gli effetti nocivi dello stress sulle funzioni di tale sistema.

 

La vitamina A e i tessuti epiteliali

Gli epiteli fungono da prima difesa contro l'invasione di agenti patogeni. La vitamina A svolge un ruolo cruciale nelle funzioni e nel ricambio delle cellule epiteliali. Un'adeguata assunzione di vitamina A è necessaria per il mantenimento e la rigenerazione del tessuto epiteliale del tratto respiratorio e del tratto digerente. 

La carenza di vitamina A è stata associata a cambiamenti istopatologici dell’epitelio del tratto respiratorio che compromettono la normale fisiologia, esponendo conseguentemente a un accresciuto rischio di infezioni e altre malattie respiratorie. 

In caso di carenza avvengono anche importanti alterazioni della struttura e della composizione della matrice extracellulare con ispessimento della membrana basale alveolare e deposizione ectopica di collagene. Infatti, in alcuni articoli pubblicati tra il 2014 e il 2018 dalla rivista Nutrients (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4245576/; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6164133/) si sottolinea come la vitamina A, per mezzo di specifici recettori nucleari, sia in grado di modulare l’espressione di diverse proteine della matrice extracellulare, sia agendo direttamente come promotore dei loro geni, sia modificando indirettamente l’espressione dei fattori pro-fibrotici.

La vitamina A promuove la secrezione di mucine sia nel tratto respiratorio che nel tratto digerente, migliorando la funzione immunitaria aspecifica.

Sulla base dei ruoli della vitamina A menzionati, in caso di carenza di tale vitamina le funzioni degli epiteli risultano compromesse. In particolare, la funzione barriera dell’epitelio si riduce e l’organismo diventa più suscettibile alle infezioni del tratto respiratorio e dell’apparato digerente.

 

La vitamina A e il sistema immunitario

Alcuni studi scientifici mostrano che la vitamina A svolge ruoli cruciali nella regolazione della differenziazione, della maturazione e della funzione delle cellule del sistema immunitario innato e adattativo ed è coinvolta nella modulazione del processo infiammatorio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6162863/).

Macrofagi e infiammazione

I macrofagi includono macrofagi M1 che secernono citochine proinfiammatorie e macrofagi M2 che esprimono fattori antinfiammatori.

La vitamina A è coinvolta nell’induzione della differenziazione dei monociti in macrofagi e nell’inibizione del rilascio di fattori infiammatori dai macrofagi. L’insieme di queste azioni induce i macrofagi M1 nel midollo osseo a trasformarsi in macrofagi M2.

Si ritiene che in alcune malattie infiammatorie il processo flogistico sia sostenuto dal mancato equilibrio tra i macrofagi M1 e i macrofagi M2. Pertanto, la vitamina A può giocare un ruolo favorevole nella modulazione del processo infiammatorio in questi quadri clinici.

I macrofagi, una volta attivati, secernono citochine infiammatorie e ossido nitrico (NO). La vitamina A interviene sulla secrezione delle principali citochine secrete dai macrofagi, inclusi TNF-α, IL-1, IL-6 e IL-12. Numerosi studi hanno dimostrato che la vitamina A riduce significativamente i livelli di mRNA del TNF e regola la produzione di NO.

Linfociti Treg
Studi recentemente pubblicati attribuiscono alla risposta infiammatoria mediata dai linfociti Th17 un ruolo nella patologia polmonare severa e quindi una responsabilità nella mortalità determinata dalle infezioni delle basse vie respiratorie causate dai coronavirus. I Th17 attivati liberano citochine proinfiammatorie e downregolano i Treg, esacerbando l’immunopatogenesi virale.


I linfociti Treg sono coinvolti nella conservazione dell’immunotolleranza e nel contrasto dell’autoimmunità. Il TGF-β converte i Tnaive (linfociti T non ancora differenziati) in Treg, che prevengono l’autoimmunità e le risposte infiammatorie eccessive. 

Al contrario, in presenza di IL-6, il TGF-β favorisce il differenziamento dei Tnaive in Th-17, che promuovono l’autoimmunità e l’infiammazione. 

La vitamina A è un regolatore chiave della funzione del TGF-β ed è in grado di inibire il differenziamento dei Th17 anche in presenza di IL-6. Esperimenti in vitro in condizioni infiammatorie hanno dimostrato che la contemporanea presenza di vitamina A favorisce la stabilità dei Treg e impedisce che vengano convertiti in linfociti proinfiammatori (come Th17). Inoltre, La vitamina A favorisce l’espressione di IL-2 che ha funzione immunomodulatrice. 

Cellule dendritiche

C’è consenso generale in merito all'effetto della vitamina A sulla funzione delle cellule dendritiche (DC): essa promuove un fenotipo antinfiammatorio. 

Le DC sono versatili cellule presentanti l’antigene e sono sentinelle specializzate in grado di orchestrare la risposta immunitaria innata e adattativa. 

L’IL-4 e la vitamina A agiscono in sinergia su alcune popolazioni di DC riducendo la produzione di citochine proinfiammatorie. 

Inoltre, la vitamina A potrebbe regolare le proprietà immunomodulanti delle DC tollerogeniche e anche mediare la trasformazione di linfociti B in B-reg, come riportato in un articolo del 2103 della rivista Clinical and Experimental Immunology. 

Le cellule dendritiche, gli allarmi di rilevamento del microbo del sistema immunitario, possono inviare un "allarme rosso" per stimolare l'immunità o un messaggio di "calma" che attenua l'immunità eccessiva che potrebbe danneggiare l'ospite. Il messaggio "calmati" necessita della vitamina A e ciò fornisce una spiegazione per il legame tra carenza di vitamina A e manifestazioni flogistiche eccessive o sviluppo di malattie infiammatorie croniche.

Cellule NK

Le cellule NK, parte del sistema immunitario innato, sono fondamentali nella prima linea di difesa contro i tumori e le infezioni virali. Queste cellule svolgono un ruolo nell'immunità mediata dalle cellule attraverso la produzione di varie citochine e le interazioni con le cellule dendritiche. 

La carenza di vitamina A riduce l'attività delle cellule NK e la capacità delle cellule della milza di produrre IFN dopo stimolazione mitogena. Secondo studi in vitro e in vivo, somministrando dosi fisiologiche o più elevate di vitamina A o suoi precursori si determina un potenziamento dell'attività delle cellule NK. 

Neutrofili

In caso di neutropenia o carenza degli enzimi chiave prodotti dai neutrofili le infezioni possono mettere a repentaglio la sopravvivenza. 

Il differenziamento dei neutrofili richiede vitamina A. Lo sviluppo di neutrofili nel midollo osseo è controllato da geni che sono modulati dai recettori per la vitamina A e la presenza di vitamina A nelle colture accelera la maturazione dei neutrofili. 
Secondo studi in vivo della ricerca di base, il trattamento con vitamina A può incrementare significativamente il livello dei neutrofili e la loro capacità di produrre ione superossido. Le evidenze nell’uomo sono ancora modeste.

In sintesi, la vitamina A è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema immunitario e la sua somministrazione può migliorare la funzione immunitaria dell'organismo e fornire una difesa avanzata contro le malattie infettive. In particolare, la vitamina A gioca un ruolo sia nel potenziare le difese immunitarie, sia nel modularne l’espressione.

 

Alimentazione e integratori alimentari
Sulla base delle evidenze elencate sommariamente in questo articolo emerge in maniera chiara l’importanza che riveste la vitamina A nella conservazione dello stato di salute e nel miglioramento della performance dell’organismo in caso di infezione. 

Vale quindi la pena di soffermarsi a valutare le quantità di vitamina A e dei suoi precursori assunte giornalmente. 

In condizioni di stress di qualsiasi origine, il fabbisogno di vitamine di accresce, mentre si riducono le difese immunitarie e si accrescono i processi flogistici. 

Se non si reputa che l’alimentazione possa fronteggiare adeguatamente l’accresciuto fabbisogno di vitamina A, diviene necessario considerare la possibilità di arricchire la dieta con cibi che la contengano, come il fegato, i prodotti caseari o il tuorlo d’uovo, o impiegare un integratore alimentare che contenga vitamina A o olio di fegato di merluzzo, che ne è particolarmente ricco. 

 

La supplementazione di vitamina A risulta utile per

 
•    ridurre le ricadute dello stress sul sistema nervoso e il sistema immunitario, 
•    conservare l’integrità dei tessuti epiteliali, 
•    potenziare le difese immunitarie, 
•    modulare il processo infiammatorio che caratterizza gli stati infettivi.
 


 

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