Stress in famiglia: come si manifesta e come combatterlo

Immagine contenuto
bambini e stress

La pandemia di COVID-19 ha cambiato in modo radicale la nostra quotidianità. Abituati a non fermarci mai: accompagnare i figli a scuola, recarsi al lavoro, gestire la casa, riprendere i figli e accompagnarli alle attività sportive… Molti genitori ora si trovano spiazzati e in grande difficoltà.

Famiglia e casa sono da sempre sinonimi di luoghi sereni e sicuri dove coltivare gli affetti più cari. Ora più che mai “stare a casa” serve a garantire la sicurezza di tutti, ma i periodi di distanziamento sociale possono incidere pesantemente sulla serenità familiare.

Siamo abituati a gestire lo stress che deriva dai nostri soliti ritmi frenetici ma siamo impreparati a gestire lo stress e le paure che derivano dalla situazione di emergenza che stiamo vivendo.

In Lombardia le scuole di tutti i gradi, le scuole per l’infanzia e gli asili nido sono chiusi dal 24 febbraio e da inizio marzo in tutta Italia. I genitori hanno dovuto organizzarsi rapidamente e cercare di conciliare le tante esigenze dei figli costretti a stare a casa con le impellenze lavorative, per esempio attrezzandosi velocemente per poter continuare a lavorare in smart-working.

I genitori sentono sulle loro spalle il peso di nuove responsabilità. I bambini hanno perso la loro routine, non possono andare a scuola, abbracciare i nonni, giocare all’aperto con i coetanei, praticare il loro sport preferito e in casa bisogna cercare di tenerli impegnati in attività interessanti e costruttive.

I bambini vanno rassicurati e informati (in base alla loro età) su quanto sta avvenendo. Gli adulti, angosciati per la salute dei propri figli e dei nonni, preoccupati per i risvolti economici del lockdown, non possono mostrare le loro preoccupazioni e le loro paure ai più piccoli per evitare che ne possano risentire. Tutte queste ansie e la difficile gestione familiare possono anche generare tensioni nella coppia.

 

Pandemia e impatto psicologico sulle famiglie

Si sa ancora poco sugli impatti psicologici che i periodi di pandemia e distanziamento sociale possono avere sui bambini e sui loro genitori. Sicuramente l’interruzione delle relazioni tra famiglia, comunità, parenti, amici e colleghi diminuisce la resilienza individuale e familiare e aumenta le reazioni avverse.

Uno studio del 2013 ha analizzato le risposte psicosociali dei bambini e dei loro genitori alle catastrofi pandemiche. Il 91% dei soggetti coinvolti nello studio aveva affrontato la pandemia da virus H1N1, l’8% la SARS e l’1% l’influenza aviaria. Sono state misurate in particolare le risposte allo stress post-traumatico in famiglie che avevano vissuto esperienze diverse riguardo alle misure di contenimento della pandemia.

Per disordini da stress post-traumatico si intende l'insieme delle forti sofferenze psicologiche provate da chi ha vissuto o assistito a un evento traumatico, catastrofico o violento. Questi disturbi possono comparire anche a distanza di mesi dall’evento traumatico, influiscono pesantemente sulla vita delle persone e possono anche diventare cronici, quindi non sono da sottovalutare e bisogna intervenire tempestivamente.

In questo studio, 398 genitori (di Stati Uniti, Messico e Canada) hanno risposto a sondaggi, interviste e partecipato a gruppi di discussione. Il 20.9% dei soggetti era stato sottoposto a misure di isolamento, il 3.8% alla quarantena, il 75% non era stato sottoposto a queste misure restrittive.

In base alle risposte dei genitori, sono emerse differenze significative tra le famiglie sottoposte a misure di isolamento e quarantena e quelle che non hanno sperimentato queste misure di contenimento. I disordini da stress post-traumatico erano presenti in una parte molto significativa delle famiglie: nel 30% dei bambini e nel 25% dei genitori in isolamento o in quarantena, nel 7% dei genitori e nell’1,1% dei bambini non sottoposti a misure restrittive. Ad essere maggiormente colpite erano le mamme e in generale i genitori più giovani. I dati hanno anche mostrato una forte relazione tra i sintomi dei genitori e dei loro figli: quando i genitori mostravano segni di stress post traumatico avevano l’85,7% di probabilità che anche i loro bambini avessero gli stessi disturbi.

Il 33,4% dei genitori in quarantena o isolamento ha riferito che i figli hanno iniziato a utilizzare i servizi per la salute mentale durante o dopo la pandemia, in relazione all’esperienza vissuta. In questi bambini le diagnosi più comuni erano:

     disturbo da stress acuto (16,7%);

     disturbo da adattamento (16,7%), per il quale il soggetto non riesce a "adattarsi" all'esperienza, ma sviluppa una risposta emotiva e comportamentale anomala;

     afflizione (16,7%);

     disturbo da stress post-traumatico (6,2%).

 

Questi risultati indicano chiaramente che le pandemie e le successive risposte di contenimento della malattia possono creare condizioni che risultano molto traumatiche per le famiglie e che il benessere (o il malessere) mentale dei genitori incide pesantemente anche su quello dei loro figli. Gli autori sottolineano che: “durante una pandemia, i familiari spesso si infettano uno con l’altro prima che venga diagnosticato un individuo e in famiglia ci si infetta reciprocamente anche con la paura”.

 

Stress in famiglia: chi è più a rischio?

Le difficoltà sono maggiori per le famiglie numerose e a basso reddito. Purtroppo, è dimostrato, come sottolinea un articolo della rivista The Lancet, che durante i periodi di chiusura delle scuole associati ad emergenze sanitarie, aumentano i casi di abuso e violenza sui minori. In molti casi l’impatto economico della crisi in atto aumenta lo stress dei genitori e diminuisce la loro tolleranza e la loro capacità di sopportazione.

Come emerge in un altro recentissimo articolo pubblicato sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health, la chiusura delle scuole ha una grave ricaduta su tutte le famiglie ma pesa ancora di più su quelle con bambini e ragazzi che presentano disturbi dello spettro autistico o che hanno particolari necessità legate alla loro salute mentale. Con le misure di distanziamento sociale molti servizi di supporto sono interrotti e difficilmente possono essere rimpiazzati da servizi telefonici oppure on-line. Interrompendo le terapie, i bambini con bisogni speciali potrebbero perdere la loro occasione di sviluppare competenze essenziali e ciò accresce ulteriormente le preoccupazioni dei genitori.

 

Conclusione

Mantenere un clima allegro e sereno in casa durante una pandemia non è facile e più il tempo passa, più la situazione può diventare stressante per tutta la famiglia.

Quando gli adulti avvertono un calo di energie fisiche e mentali possono ricorrere a sostanze naturali capaci di contrastare lo stress. È necessario agire subito per evitare che il malessere dei genitori abbia effetti negativi sul resto della famiglia. Per fronteggiare lo stress in modo efficace bisogna scegliere sostanze adattogene, in grado cioè di aumentare la resistenza dell'organismo a tutti gli stimoli stressanti e di diminuirne gli effetti negativi. Questi attivi, usati in modo appropriato, uniti a sostanze tonificanti e corroboranti possono essere un aiuto concreto al benessere degli adulti e quindi alla serenità di tutta la famiglia.

Oggi sono disponibili integratori alimentari con una miscela di principi attivi dalle preziose proprietà adattogene e toniche pensati proprio per aiutare e sostenere l’organismo nelle situazioni di stress, mancanza di energie, stanchezza fisica e mentale.

 

Fonti: Sprang G, Silman M. Posttraumatic stress disorder in parents and youth after health-related disasters. Disaster Med Public Health Prep. 2013;7(1):105–110.

Cluver L, Lachman JM, Sherr L, et al. Parenting in a time of COVID-19 [published correction appears in Lancet. 2020 Apr 11;395(10231):1194]. Lancet. 2020;395(10231):e64. 

Lee J. Mental health effects of school closures during COVID-19 [published online ahead of print, 2020 Apr 14] [published correction appears in Lancet Child Adolesc Health. 2020 Apr 17;]. Lancet Child Adolesc Health. 2020;S2352-4642(20)30109-7.